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CATEGORIE E TERRITORIO

LAVIAMO VIA L`INVERNO

Intervista a Cristina Guglielmetti - Presidente mestiere Pulitintolavanderie Confartigianato

 

L’esperienza di Maria Cristina Guglielmetti, titolare dell’omonima lavanderia professionale, è ormai ventennale e rappresenta il modello ideale di tantissime altre realtà che nel nostro Paese garantiscono la manutenzione dei nostri capi di abbigliamento, prolungandone la vita e il valore personale che per ognuno di noi rappresentano.

In questo mestiere, che fa parte integrante della complessa e articolata filiera tessile, la pandemia ha colpito duro. Ne parliamo proprio con lei, in primo luogo come professionista, ma anche in veste di Presidente di mestiere di Confartigianato Como, per raccogliere il suo punto di vista ma soprattutto che le speranze siano maggiori delle preoccupazioni.

 

Come diceva la battuta finale dell’opera teatrale “Napoli Milionaria” di Eduardo De Filippo “Addà passà ‘a nuttata”. Possiamo dire che anche per le lavanderie è passata la nottata buia e inquietante del Covid19?

Non ancora purtroppo, anche se le finalmente si vedono le prime luci di un’alba che speriamo, si trasformi in pieno giorno.

Da qualche settimana a questa parte registriamo un lento miglioramento delle nostre condizioni di lavoro, grazie anche al cambio di stagione. La sensazione però, è che sia “una buttata” rispetto alla regolarità in cui nel pre-covid eravamo abituati a gestire le esigenze dei clienti. Oggi riceviamo soprattutto ordini per capi spalla pesanti, piumoni da letto e maglioni con filati pregiati, mancano principalmente i completi uomo e donna utilizzati nel lavoro d’ufficio che lo smart working ha completamento rivoluzionato. Manca poi l`abbigliamento adatto per tutte quelle occasioni particolari come cene d’affari o di piacere, eventi, cerimonie, tutta una fascia di vestiario che nel periodo covid non è stato utilizzato a causa delle note restrizioni.

 

2 - Dal vostro osservatorio particolare, come sono cambiate le abitudini degli italiani nei confronti dell’abbigliamento e di conseguenza nei vostri confronti?

Ottima domanda. Il modo di vestire degli italiani è molto cambiato con l’avvento della pandemia. La tendenza “easy to dress”, dettata in un primo momento dai lockdown, ha preso poi il sopravvento e sta diventando un leitmotiv che caratterizza ormai la nostra quotidianità.

E’ un abbigliamento più comodo, più facile da indossare ma anche da gestire nella sua “manutenzione” casalinga. Le attrezzature tecnologiche ormai alla portata di tutti, permettono ormai di ottenere lavaggi e stirature di ottima qualità, per contro, è completamente assente la competenza nell’utilizzo degli ausili chimici per la detergenza dei capi, rischiando così un abuso sconsiderato di detersivi e smacchiatori che, oltre a danneggiare i capi di vestiario, rappresentano un grave pericolo per la salute e un danno irreparabile per l`ambiente.

 

3 - Quali azioni, idee, innovazioni avete messo in atto come lavanderie, per attrarre di nuovo l’attenzione dei clienti per il vostro servizio?

Non è facile dare una risposta chiara e motivata a questa domanda.

Noi siamo chiamati a garantire una “manutenzione” qualificata e professionale a quello che la moda propone e veste!!!! Se la tendenza di questa stagione è il jeans con strass o con laccature, dobbiamo garantire che nel lavaggio e trattamento di conservazione, il tessuto e i dettagli non subiscano danni o cambi addirittura colore. Sono conoscenze che solo noi professionisti del mestiere abbiamo maturato con il continuo aggiornamento tecnico e con l’esperienza.

Per quanto riguarda la nostra categoria, più volte ho pensato di proporre ai colleghi di presentarci al pubblico come `professionisti del pulito`. Consulenti specializzati che possono dare consigli sul corretto utilizzo dei detergenti da usare, nei casi di emergenza, per preservare e allungare la vita ai vestiti e non danneggiare salute e ambiente.

Un contributo teso ad educare una consapevole sostenibilità del nostro modo di vivere, che nasce proprio da rendere compatibili le nostre piccole abitudini quotidiane. Un’idea questa, che vorrei allargare anche alla didattica delle scuole professionali, per far conoscere anche il lato attrattivo del nostro lavoro ai ragazzi e garantire così un rinnovato futuro alla nostra professione.

 

4 - Come è cambiata la vostra professione e come dovrà riadattarsi alle condizioni del post covid?

Il nostro lavoro è in continua evoluzione. Da sempre la nostra attenzione all’aggiornamento e alla crescita professionale ha caratterizzato un continuo miglioramento delle condizioni e delle competenze.

Pulire, sanificare, disinfettare è per noi pane quotidiano, ma la differenza è il modo con cui lo so fa. Con le competenze giuste e una visione in un futuro in cui sarà sempre più prioritario tutelare la salute e l’ambiente, ma tutto ciò avrà anche un costo.

Durante l’emergenza Covid, abbiamo dovuto munirci di diversi dispositivi di protezione sia per noi che per i nostri clienti, per garantire il rispetto delle norme ma soprattutto della loro e della nostra salute. Costi aggiuntivi però, che si sono assommati ai rincari delle materie prime: dalle sostanze chimiche di base fino al ferro che, se uniamo agli oneri derivanti dall’uso dell’energia elettrica, del gas e dell’acqua, rappresentano un ulteriore peso sulle nostra spalle. Oggi ci siamo sobbarcati un ulteriore sforzo, cercando di assorbire questi costi per non farli ricadere sulla clientela, proprio perché vogliamo dare un segnale positivo, di speranza e di aiuto per far ripartire l’economia e la fiducia delle persone. La pandemia inoltre, ci ha costretti ad affrontare il cambiamento. La digitalizzazione ha subito un’accelerazione tale, che ha obbligato anche i più refrattari, ad affrontare i misteri della connettività e del web.

Credo sia arrivato anche per noi il momento di sfruttare le potenzialità di questi nuovi strumenti, per far conoscere la nostra attività e la nostra professionalità e, in questo modo, raggiungere più facilmente il cliente e fargli capire il valoro del nostro lavoro che tutela i suoi capi di vestiario ma anche la sua salute e il futuro dell’ambiente.

Vogliamo dare un segnale forte di normalità, per far ritornare le persone ad avere fiducia in una professionalità che non è mai venuta a mancare, e che tocca a noi consolidare quanto più è possibile per un nuovo futuro.


A cura di Fausto Basaglia